Serie C1 – La stagione si conclude a testa alta

Si chiude con una sconfitta l’avventura nei play off della cadetta del Bologna 1928 che esce comunque a testa alta dal campo di Jesi dove nell’ultimo turno di campionato era in programma la festa promozione dei padroni di casa. All’andata, alla “Dozza”, fu forse la miglior partita disputata dai ragazzi di Rubbi e Piccinini che sfoderarono una grinta difensiva encomiabile e fecero sudare le proverbiali sette camicie ad un incredulo quindici marchigiano; difficile replicare la prestazione al ritorno e difatti, con diciotto a referto, Bologna cerca di limitare il passivo ed alla fine il tabellone recita 51-12 per i padroni di casa.

Jesi parte forte e fa capire di non voler fare sconti di fronte ad una tribuna festante ed addobbata. Più fisici i biancoverdi di casa mettono grossa pressione in mischia e con azioni multifase aprono varchi importanti. Al bonus dei marchigiani di metà frazione risponde una cavalcata di Scorzoni per battere un segno di vita.

Secondo tempo ancora in trincea per Bologna che deve centellinare le energie prosciugate dal grande caldo: Jesi continua ad attaccare ma non dilaga, la seconda segnatura ospite porta la firma di Levorato che parte da un raggruppamento, finta un passaggio e schiaccia in mezzo ai pali. Encomiabile lo spirito di sacrificio del quindici capitanato per l’occasione da Meletti, nonostante la serie negativa nella seconda fase i rossoblù sono sempre usciti a testa alta da ogni match. Nell’incontro conclusivo ha debuttato tra i seniores Lupo Micheler della 18 che ha subito sfoderato un paio di placcaggi interessanti. Insieme a lui il futuro porta il nome di Mike Philip, anch’esso già impiegato con la cadetta. Menzione a parte per i quattro che si sono alternati davanti a sorreggere la Maginot bolognese: Santi, Begamaschi, Piunti e Lindelli sono il simbolo di un gruppo che non ha mai mollato. Al termine di un anno caratterizzato da una costante crescita identitaria e mentale si passa ora alla fase di programmazione per dare seguito ad un’avventura che ora può contare su qualche certezza in più.

Jacopo Rubbi