C1 Faenza

Serie C1 – L’Emilbanca Cadetti beffata nel finale da un arcigno Faenza

Non riesce l’acuto alla cadetta dell’Emilbanca Rugby Bologna 1928, che all’ultima uscita di fronte al pubblico amico del Centro La Dozza ribatte colpo su colpo al più pesante Faenza, e solo all’ultimo attacco ospite capitola col punteggio di 29-32.

Orgogliosa partita dei rossoblu’ che, alle prese con infortuni ed indisponibilità, stringono i denti e serrano i ranghi adattandosi a fuori ruolo con Piunti ad iniziare nell’inedito ruolo di seconda. Con la palla in mano Bologna è più vivace dei faentini, ed alla prima incursione passa con Bertelli in bandierina dopo una azione in cui tutti i trequarti toccano l’ovale.

Gli ospiti pareggiano dopo dieci minuti, su spinta da touche, spina nel fianco della difesa di casa, quindi è Giampietro a trovare un varco e correre indisturbato al centro dei pali per il 12-5 di metà frazione. Ma Faenza si ricompatta, stringe il gioco vicino al pacchetto, e con due drive da rimessa laterale passa in vantaggio e conquista il bonus offensivo per il 12-20 del riposo.

All’intervallo capitan Crescenzo suona la carica ai suoi, tramortiti dallo svantaggio ma mai domi: così l’avvio di seconda frazione porta Gaimpietro alla doppietta personale ed al vantaggio con la firma del piede di Taddia (22-20 dopo un’ora di gioco). E la prima vittoria della poule promozione sembra cosa fatta quando a dieci dalla fine Pavan schiaccia un calcetto di Venturi subentrato a Crescenzo all’apertura.

Sul più nove con dieci minuti da giocare Bologna paga un po’ di inesperienza nel gestire le situazioni calde, e Faenza torna in partita ancorandosi ancora una volta alla spinta della mischia: all’ultimo respiro giunge così il decisivo e definitivo vantaggio ospite per il 32-29 finale, una punizione forse troppo pesante per i rossoblù.

Nota stonata l’infortunio a Crescenzo (menisco e collaterale), mentre la botta di Capone non dovrebbe preoccupare. Gran debutto, invece, per l’under 18 Mike Philip, autore di belle cariche palla in mano.

 

Grazie a Jacopo Rubbi per la base su cui è sviluppato l’articolo