Anna Maria Bernini: una filosofia di vita per papà Giorgio

Tra i rugbisti bolognesi troviamo personaggi che si sono distinti professionalmente, uno su tutti Giorgio Bernini, giurista, accademico e ministro della Repubblica, scomparso l’anno scorso a quasi 92 anni. Bernini nacque nel 1928, l’anno di fondazione del Bologna Rugby e benché poi la carriera forense e politica non gli consentì più di seguire da vicino il rugby, restò sempre legato a questo sport e ai compagni di squadra.

Abbiamo chiesto alla figlia Anna Maria Bernini, anch’essa avvocato, politico e già ministro della Repubblica, un ricordo del padre rugbista.

“Chi ha giocato a rugby, resta un rugbyman per sempre”. Quando voleva mettere in pausa la mente dai frenetici ritmi del lavoro e scovare nei ricordi la sua isola felice, papà Giorgio parlava del rugby. Aveva un amore incondizionato per il rugby. Per lui era molto di più di uno sport, era una filosofia di vita: tendere sempre a una meta, avere un obiettivo preciso, impegnarsi con la mente ma anche con il fisico per raggiungerlo. Disciplina, rispetto, amicizia. I valori del rugby lo hanno accompagnato nel corso degli anni e molti suoi compagni di gioventù, quel gruppetto di scalmanati che fecero da pionieri del rugby negli anni ’40 a Bologna, sono rimasti suoi carissimi amici e lo saranno per sempre. Nel gioco, come nella vita, non ha mai avuto nemici, ma avversari. Come il mitico ‘Maci’ Battaglini, uno dei più grandi rugbisti italiani, che papà Giorgio ricordava con autentica ammirazione per la sua straordinaria tattica di gioco e per quel suo essere un ‘Maciste’ dal cuore buono. Certamente alla sua passione per il rugby si deve buona parte della sua affermazione professionale. “Il rugby insegna a stare al mondo”, diceva. Professore, avvocato, ministro, ma soprattutto uomo di squadra. In Italia come all’estero, il suo team di collaboratori era la sua forza. Era convinto che i successi migliori, quelli più duraturi, dipendessero dalla capacità di riuscire ad esprimere e valorizzare il talento di ogni singolo componente la squadra, il suo coraggio, la determinazione, il senso di responsabilità. Valori che resistono nel tempo, che il rugby ha donato a mio padre e che con orgoglio porto nel cuore.