Nuovi orizzonti dopo le elezioni federali

(20 marzo 2021) Tra la pesante batosta subita in casa dal Galles e l’ultima trasferta prima della chiusura del 6 Nazioni 2021 (oggi al Murrayfield di Edimburgo contro la Scozia alle 15.15), il mondo ovale italiano ha votato per il cambiamento, modificando il vertice della piramide dirigenziale. Nella sede di Roma, infatti, sono andate in scena le attesissime elezioni federali, che hanno premiato il candidato Marzio Innocenti con il 56% delle preferenze. L’ex terza linea della Nazionale azzurra succede dunque a Gavazzi dopo aver convinto la maggioranza dei votanti con il suo programma elettorale. Per saperne di più, abbiamo chiesto un parere a Francesco Paolini, copresidente del Bologna Rugby, e a Stefano Raffin, direttore tecnico dell’Imola Rugby.

TECNICI & STRUTTURE. «Sicuramente il movimento aveva bisogno di un cambiamento e questo lo si deduce chiaramente dalle percentuali con cui ha vinto le elezioni Marzio Innocenti» dice il massimo dirigente rossoblù. «Sono molto contento dell’accento posto sul rugby di base e quindi sul focus che giocoforza dovrà svilupparsi sul binario che si snoda tra gli investimenti da mettere a disposizione per creare strutture adeguate e la preparazione dei tecnici. Sono altrettanto sicuro che il programma avrà seguito e lo invito a Bologna il prima possibile per illustrargli il nostro progetto dopo l’unione tra 1928 e Reno. La nostra città rappresenta da sempre un punto nevralgico per tutti gli sport, compreso quello della palla ovale, tuttavia sarà importante riuscire a coinvolgere anche altre grandi “piazze” italiane, in maniera tale da poter allargare il bacino d’utenza e tutto quello che ne consegue».

ATTENZIONE ALLA BASE. Sensazioni positive anche per Stefano Raffin, che ha trovato diversi spunti interessanti all’interno del nuovo programma: «Marzio lo conosco abbastanza bene, perché venendo dal Veneto l’ho avuto come Presidente del Comitato Regionale per molti anni e ho avuto modo di confrontarmi con lui in diverse occasioni» attacca il dirigente imolese. «Posso dire che perseguirà gli obbiettivi e non ho dubbi che la sua presidenza verrà condotta sulla base di quanto dichiarato nel suo programma. Adesso la palla passa alle elezione dei vari comitati, che ricoprono un ruolo fondamentale nell’attuazione del progetto. Ci prepariamo a un periodo di cambiamento necessario e inevitabile per superare gli strascichi che lascerà il Covid-19 nel nostro rugby» la conclusione del direttore tecnico. «Sposo completamente l’idea di aumentare l’attenzione nei riguardi dei club più piccoli e di creare una sorta di massima serie professionistica in stile NBA».

Andrea Nervuti