Roberto Sollevanti: una disciplina che insegna tanto

La maglia

Nel rugby la maglia da gioco viene consegnata prima della partita dal capitano a ogni giocatore. Che sia di ruvido cotone o di tessuto tecnico elastico e traspirante ha un grande valore simbolico. Una sorta di stendardo da portare in campo con onore e rispetto. Sempre.

Roberto Sollevanti, rugbista umbro trapiantato a Bologna, è oggi Partner di PwC, tra i più importanti Network di imprese di servizi professionali al mondo.

Nel rugby a volte capita: uscire dal campo con un sacco di punti sulla gobba e non sentirsi sconfitti. Rivedi le azioni, gli errori, le cose buone che hai fatto; l’impegno tuo e dei compagni. Di quello ti senti orgoglioso, il motivo per il quale sei uscito dal campo a testa alta. 

Capita anche la brutta partita, quando esci sconfitto e a testa bassa perché sai di non aver fatto quello che avresti potuto. Saluti gli avversari e l’arbitro e rientri negli spogliatoi. Ti togli la maglia sudata e piena di fango e affronti l’allenatore. Ricordo che una volta ci disse: “Le maglie oggi non si lavano, deve restare l’odore della sconfitta fino alla prossima partita”. 

Le brutte sconfitte non si lavano nella lavatrice.

E così, la “prossima partita” arriva. Il capitano consegna le maglie. Sono sporche. Sai bene che non dipenderà solo da te, conosci il valore del gioco di squadra, di quanto sia determinante il sostegno e l’intesa coi compagni. La partita inizia con un fischio e un colpo sordo del piede sulla palla. Dopo 80 minuti di lotta, arriva il doppio fischio dell’arbitro e la gioia della vittoria. Abbiamo vinto e abbiamo giocato bene. Adesso la maglia può finire nella lavatrice.

Ecco … il rugby è questo e l’ho ritrovato in tanti aspetti della vita, incluso il lavoro. So che a volte va bene e a volte no, ma uscire da una sconfitta e trasformarla in una vittoria dipende solo da noi e dai nostri compagni e compagne di viaggio, dalla nostra squadra. Si perde e si vince insieme, si pensa a cosa è andato bene e a dove si deve migliorare, si fissano gli obiettivi, si fanno sacrifici insieme, ci si prepara con disciplina, si trova la sintonia, si esaltano i talenti di ognuno, si sostiene il compagno e si cerca il suo sostegno, perché soli è difficile, si rispettano tutti gli interlocutori, così come le regole del gioco, si gioisce insieme del risultato dei sacrifici.

Questa è la vita e questo è il rugby.