Under 16 – Bella esperienza in terra francese!

E’ una tiepida mattina primaverile quella che accoglie la partenza del Collegium in versione Bologna Rugby per la missione in terra francese. Non c’era il pieno accordo fra tutte le componenti su questa trasferta d’ Oltralpe e quindi si parte unicamente come Bologna 1928.
La “Dozza” ribolle: c’è carica tra i ragazzi e sono tutti sveglissimi nonostante la levataccia. Più flemmatici, ovviamente, i genitori.
Quelli che hanno accompagnato i figli ma non saranno in viaggio, hanno l’aria serena di chi è pronto al riposo pasquale. Quelli destinati alla gita, hanno quella “faccia un po’ così”, da chi dovrà attraversare orizzontalmente la penisola.

Mentre genitori e figli cercano di capire il “da farsi”, Hassan (il grande organizzatore) fa ruotare gli staff, fa parcheggiare i pullman, recupera i gazebo, dirige il posizionamento delle sacche con i materiali, porta acqua, mele, filma, fotografa, parla con tutti e, in certi momenti, ho l’impressione che ce ne siano due!

Si parte alle 7.30, squadra in un pullman, genitori sull’altro; così è stato deciso dal precisissimo Hassan.
E così, su un corriera si scatena la musica trap, mentre nell’altra si dormicchia chiacchierando del più e del meno.

Alle 15.00 – dopo aver bevuto l’ultimo caffè italiano – varchiamo il confine.

Nelle soste, i più lesti a risalire sul pullman sono i ragazzi quasi non volessero interrompere la magia del “gruppo”.

Alle 18.30 ci presentiamo al nostro Residence “Les Bories”, distante 10 minuti da Manosque, dove sabato giocheremo.

La struttura ha un corpo centrale composto da due palazzine con più stanze. Tutt’intorno si sviluppa l’area giochi, la piscina (per fortuna vuota) ed il campo da pallavolo. Piccole casette in muratura monofamiliari costeggiano le strade adiacenti.
Nell’aria, l’ odore di pollo in cottura già preannuncia la cena, mentre i ragazzi giocano a pallavolo.
La cena è piacevole e la sera sfoggia una luna piena che taglia l’oscurità del luogo e rende meno scuri i boschi che circondano il residence.

La sveglia del mattino è tranquilla, si gioca al pomeriggio, i ragazzi si mescolano per età ma i ruoli, al banco del cibo, si lasciano intravedere: il pacchetto di mischia porta l’attacco ai croissant disponendosi a cassaforte. I flanker coprono i lati, i mediani ed i centri smistano il gioco mentre le ali corrono su prosciutto e formaggio. Non c’è scampo.
Nel frattempo, gli adulti testano tutti i tipi di caffè alla macchinetta degli espresso ma il risultato non è dei migliori.
La mattinata prosegue nel centro di Manosque che, presumo, ricorderà a lungo la contemporanea presenza del mercato e di 16 squadre di rugby.
Come direbbe Bruno Pizzul: “E’ tutto molto bello”. Pranzo stile terzo tempo e via al centro sportivo.

Manosque, è una cittadina di mezza collina e si sviluppa su più livelli:la parte in cui si trova il campo è nella prima periferia, in una zona quasi piana.
Il rettangolo di gioco è ben tenuto, in angolo una piccola palazzina di servizio per gli spogliatoi, i bagni ed il punto ristoro. Sul lato lungo invece, corre una tribuna ricavata con pali ed assi di legno, sulla pendice di una collina.

I francesi ci accolgono con la griglia accesa e si respira odore di casa.

Montiamo il gazebo del Bologna e, mentre i nostri ragazzi iniziano a scaldarsi, ci guardiamo le partite del primo gruppo.

Nel girone delle 14.30, gioca il Modena1 squadra di 2003 che i bookmaker danno come predestinata alla vittoria del torneo e che non delude vincendo il girone dopo aver superato in sequenza Berre, Jesi e Digne Sisteron.

Quella del Modena è una superiorità netta ma troppo nervosa, che sfocia in una rissa con Digne Sisteron, la squadra che arriverà seconda nel raggruppamento.

Alle 17.30 parte il nostro girone che ci vede impegnati con Modena 2, Gap e il DLV XV, squadra di Manosque.

Bologna in livrea rossoblù, Elia in panchina, Hassan guardialinee, Maccaferri al video. Le partite del primo giorno durano 20 minuti e chi realizza per primo gode di un vantaggio – anche psicologico – che può condurre facilmente alla vittoria.

La prima squadra che incontriamo è la compagine di casa: partita veloce, corretta ed equilibrata che il Bologna interpreta con una lunga fase difensiva, mentre i giocatori francesi cercano la vittoria. I rossoblù sembrano più impegnati a difendersi ed alla fine capitolano per 5 a 0.
Segue senza pausa il Modena 2, sostenuto dalla rumorosa crew del Modena 1 ed il copione si ripete, i bolognesi tengono bene il campo ma cedono per un errore difensivo perdendo 7 a 0.

Infine incontriamo il Gap, subendo immediatamente una meta. Il 1928 appare demoralizzato, ma strappa con furbizia una marcatura alla difesa avversaria che riporta il risultato in equilibrio. Purtroppo però, veniamo spinti in difesa e subiamo gli attacchi degli avversari sino all’ amaro epilogo: 12 a 5. Facce scure ed Elia ha un bel da fare per risollevare gli spiriti!
Da segnalare che anche Modena 2 rovinerà la sua giornata con una rissa contro Manosque e l’espulsione di tutti i giocatori in panchina, evidentemente la carica dei modenesi su questo torneo era eccessiva.

Il Bologna torna un po’ abbacchiato al residence.  I ragazzi non hanno sfigurato anzi, hanno messo in mostra una bella difesa, velocità negli attacchi e correttezza, ma gli errori in una gara di 20 minuti sono pesanti e difficilmente recuperabili.

Il mattino di Pasqua arriva presto, gli under 14 devono partire alle 9.00. I nostri ciondolano nella hall dopo la colazione, un gruppo ascolta musica,  altri chiacchierano. Elia, Walter e Caporale giochicchiano con un pallone nel cortile, improvvisamente dal “gruppo musica” si stacca una fazione che vuol giocare a “UNO”; una chiara regressione che però viene interrotta dalla chiamata di Elia. Si parte.

A Manosque ci attende la griglia accesa e per noi è subito partita contro Jesi, squadra solida e ben organizzata che inizia pressandoci. Il Bologna reagisce con calci difensivi ma le ali non reggono e arriva una meta angolata che non trova realizzazione. La partita dura 30 minuti ed il braccio di ferro continua a testimonianza dell’equilibrio tra le duce compagini italiane.

Peccato.
Ora entriamo in campo contro il Berre per evitare il “cucchiaio di legno”. Dopo 4 sconfitte di misura, il morale non è altissimo e subito ci ritroviamo impegnati dagli avversari anch’essi spinti ad evitare l’ultima posizione. Ancora un errore ed il Berre tocca la linea di meta in posizione laterale. Il conseguente calcio di realizzazione finisce fuori: 5 a 0. Stavolta però, il Bologna non ci sta ed inizia battere contro il muro avversario che alla fine cede: corsa dalla metà campo e meta al centro dei pali. La trasformazione centra i pali e si passa sul 5 a 7. La partita prosegue e all’ultimo secondo la nostra difesa si salva in touche. L’arbitro fischia la fine e chiudiamo la kermesse al 7° posto.

Alla griglia però siamo primi – trascinati da un Pilati in grande forma – il gruppo di Bologna non teme confronti.

Poi tutti a guardare la finale tra Modena 1 e Manosque. Match intenso, giocato di forza da Modena 1 ed in velocità dai transalpini. Passano per primi gli emiliani ma non sfondano ed il Manosque insiste a lungo sostenuto dal tifo locale.
Improvvisamente, da un calcio di oltre la linea difensiva, parte la corsa dell’ala sinistra che sfugge al placcaggio di ritorno dell’estremo e timbra la meta del pareggio. Calcio realizzato e risultato finale sul 7 a 5 per i francesi che riportano a casa il trofeo.

Alla premiazione, sorpresa finale per Bologna, che vince (meritatamente) il premio fair play per la correttezza. 

Indubbiamente si è trattata di una esperienza positiva, i nostri ragazzi si sono dimostrati all’altezza e hanno onorato il gioco tenendo il campo a testa alta fino all’ultimo minuto.

I risultati di tutte le partite testimoniano che sarebbe potuta andare diversamente, i 5 a 0 subiti segnano una buona tenuta del pacchetto centrale e forse qualche difficoltà di schieramento con molte mete angolate.

Al ritorno in pullman, mentre gli adulti parlano delle proprietà delle cipolle, delle avventure di Walter in kayak e dell’uso dei topolini in medicina, i nostri ragazzi parlano tra loro di musica, di immigrazione, di diritti, di adozioni e anche delle fidanzate. Insomma, i nostri ragazzi stanno crescendo e lo stanno facendo bene, indubbiamente aiutati dallo spirito di questo meraviglioso sport!

Viva il rugby e alla prossima avventura.




Bologna Rugby 1928: 15 El Kholdi, 14 Aureli, 13 Viviano, 12 Micheler, 11 Tondi, 10 Fini ©, 9 Pinto, 8 Iori  (VC) , 7 Merighi, 6 Maccaferri, 5 Fuda, 4 Venturi, 3 Fattoruso ,2 Gualandi ,1 Andreetti. 
16 Caporale , 17 Montanari,18 Testoni, 19 Dematté, 20 Pilati, 21 Radmanovic, 22 Evangelisti.
Allenatore: Elia Navarra.